Floraria

La salute è la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato

Edward Bach

Chi era Edward Bach?

“Edward Bach fu un medico particolare, con un occhio sempre rivolto al paziente e uno immerso nella natura. Attento osservatore dei fenomeni naturali, sensibile erborista. Cercò con ostinazione un metodo di autoguarigione basato sui rimedi che la natura mette a disposizione dell’uomo. E lo trovò nei fiori. “

Edward Bach nasce nel Galles e fin da giovane dimostra una sensibilità innata e uno spiccato spirito d’osservazione verso i fenomeni naturali. Studia con passione presso l’Università di Birmingham e diventa medico; ben presto però sviluppa un’insofferenza nei confronti dell’ambiente accademico.
Edward Bach capisce che la malattia non è solo una manifestazione, un disturbo isolato; è anzi una domanda che il corpo avanza e che lo spirito deve ascoltare, se non vuole rimanere intrappolato nel malessere. Non solo. La maggior parte dei suoi colleghi in camice si concentrava sulla malattia e non sul malato. Bach capisce che il sintomo isolato rivela ben poco e perciò inizia a studiare la medicina omeopatica e a spaziare nel vasto mondo della sperimentazione nel campo della cura.
Medice, cura te ipsum, “medico, cura te stesso” è un motto che si adatta benissimo alla vita di Edward Bach. Nel 1917 fu operato a seguito di una grave emorragia. L’operazione andò a buon fine, ma i medici gli diagnosticarono un cancro, comunicandogli un’aspettativa di vita molto bassa. Bach non si diede per vinto, chiuse lo studio medico di Londra e si trasferì nella sua tenuta in campagna dove si buttò a capofitto nello studio, rifiutò ogni cura e avviò una ricerca che aveva un solo scopo ultimo: trovare una terapia che fosse semplice, naturale, pensata per essere utilizzabile da chiunque.
Edward Bach morì il 27 novembre 1936, un anno dopo aver annunciato di aver completato la sua ricerca dei rimedi, 19 anni più tardi rispetto alle prognosi infauste dei suoi colleghi.

Molte persone si sono “fermate” ai 38 rimedi scoperti da Edward Bach, tracciando un recinto inviolabile intorno ai suoi fiori. Avete presente quando qualcuno prova ad indicarvi la luna per mostrarvi quanto è meravigliosa e voi guardate il dito? Ecco, forse ho reso l’idea
Edward Bach non ci lasciò in eredità i 38 floriterapici, loro sono solo l’esempio che lui ha riportato affinché la sua ricerca potesse essere testimoniata. Le anatomie floriterapiche di questi fiori sono i frammenti della sua personale esperienza.
Io credo che la sua eredità vada ben oltre i 38 fiori da lui scoperti. Credo che lui ci abbia indicato una via, una strada da tornare a percorrere. Credo che ci abbia donato nuovi occhi per “vedere” quanto la natura risponda e quanto noi rispondiamo a lei. Lui volle suggerirci che c’è un incanto che lega il cuore degli uomini all’anima del popolo verde e che riappropriarsi di questa comunicazione sottile, tra noi e la natura, ci offre inevitabilmente una via di guarigione.
Il vegetale come specchio ci invita a tuffarci nelle profondità di noi stessi, rieducandoci così all’ascolto sensibile ed alla cura profonda della nostra intima e complessa spaziosità interiore.

Il programma

Durante questa giornata ci immergeremo nel magico mondo dei rimedi vibrazionali. Conosceremo da vicino alcuni dei fiori utilizzati da Bach, ma approfondiremo soprattutto il potenziale di cura che si cela segretamente nel cuore di ogni fioritura. Esploreremo in particolar modo i fiori apuani, creature facenti parti della nostra flora e per questa ragione maggiormente connesse ai “nostri codici”.
Cammineremo a passo lento, guidati dagli incanti di natura. Ci dedicheremo inoltre ad alcune pratiche di poesia selvatica e scrittura creativa ispirandoci alla “personalità” espressa dai fiori ed esplorando il potenziale degli alfabeti emotivi espressi in chiave creativa.

Ogni partecipante si lascerà “scegliere” dal proprio fiore e realizzerà il suo personalissimo rimedio floreale, apprendendo così la metodologia impiegata per la creazione dei rimedi vibrazionali.

Cosa devi portare?

  • Un quaderno per gli appunti
  • Una borsa di stoffa
  • Una ciotolina di vetro trasparente
  • Una bottiglia di vetro da un litro
  • Un barattolo ermeticoda 350 ml
  • Un dosatore di liquidi di plastica
  • Un colino interamente di plastica o di bambù (non deve essere composto da materie metalliche)
  • Una forbice
  • Pranzo al sacco
  • Un telo per stenderti a terra

Contributo richiesto per la giornata € 30,00 + 10,00 tessera associativa Onirika (solo se non sei ancora associato)

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